Raccomandata AR
Spett.le
Comune di
__________________________________
Via _______________________________
__________________________________
Raccomandata AR
Spett.le
Azienda Municipalizzata del Comune di
___________________________________
Via ________________________________
___________________________________
e p.c.
Posta prioritaria
Alla
Associttadini
Associazione degli utenti
e dei consumatori
Via A. Baiamonti 10
00195 Roma
Oggetto: atto di diffida e messa in mora con contestuale richiesta di rimborso dell’IVA relativa al pagamento della Tariffa Rifiuti.
Il/la sottoscritto/a ___________________________________, nato/a a ______________________(______), il__________________________, C.F./P.IVA: _________________________________________ e residente in______________________, Via/P.zza __________________________________
nr.______ cap.____________,
PREMESSO
- che in qualità di______________ dell’immobile sito in ______________, Via/P.zza______________n.______________, piano__________, int._________ lo scrivente, sin dall’anno____________ ha regolarmente corrisposto a codesto Comune, per tramite dell’Azienda Municipalizzata, la tariffa rifiuti comprensiva di IVA al 10%, come da fatture allegate alla presente;
- che con Sentenza n. 5298 del 5 marzo 2009 la Corte di Cassazione ha stabilito che detta tariffa ha natura di entrata tributaria e non costituisce corrispettivo per una prestazione liberamente richiesta dal cittadino;
- che con Sentenza n.° 238/2009 la Corte Costituzionale ha sancito che TARSU e TIA sono da considerarsi tributi, affermando, tra l’altro che : "significativo elemento di analogia tra la TIA e la TARSU è costituito dal fatto che ambedue i prelievi sono estranei all’ ambito d’applicazione dell’IVA;
- che, infatti, la rilevata inesistenza di un nesso diretto tra il servizio e l’entità del prelievo – quest’ ultima commisurata, come si è visto, a mere presunzioni forfetarie di producibilità dei rifiuti interni e al costo complessivo dello smaltimento anche dei rifiuti esterni porta ad escludere la sussistenza del rapporto sinallagmatico posto alla base dell’assoggettamento ad IVA ai sensi degli artt 3 e 4 del D.P.R. n.° 633 del 1972 e caratterizzato dal pagamento di un corrispettivo per la prestazione di servizi;
- che, pertanto, l’IVA addebitata al contribuente su ogni fattura emessa e da emettere è illegittima e non dovuta proprio in virtù delle su estese pronunce della Suprema Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale;
- che, dunque, il sottoscritto ha diritto alla restituzione di quanto indebitamente pagato con riferimento agli ultimi dieci anni decorrenti dal giorno dei singoli pagamenti effettuati.
Tanto premesso, lo scrivente
INVITA E DIFFIDA
- codesto Ente a procedere alla restituzione di tutte le somme pretese e indebitamente percepite a titolo di IVA sulla tariffa rifiuti, con riferimento agli ultimi dieci anni, oltre interessi legali decorrenti dal giorno dei singoli pagamenti ed accessori di legge tutti;
- chiede altresì, l'immediata cancellazione dalle future fatture e dai ruoli della suddetta voce nonché la comunicazione alla società di riscossione ai fini dell'eventuale sgravio.
Si rimane in attesa di un Vostro riscontro, entro e non oltre 30 (trenta) giorni dal ricevimento della presente, con l’avvertimento che, decorso inutilmente tale termine, il sottoscritto si vedrà costretto ad adire la competente Autorità Giudiziaria per la tutela dei propri diritti.
La presente vale quale messa in mora ed interruttiva di ogni termine di prescrizione.
Si allega in copia:
- n. __________ fatture relative al pagamento Tariffa rifiuti;
- un proprio documento d’identità.
Luogo, data
Firma…………………………………………..