Mercoledì 10 Ottobre 2001 |
CRONACA DI ROMA
BILANCI AI RAGGI X
"La Corte dei
Conti indaghi sulla Sta"
La Cassazione: la
magistratura può e deve verificare la gestione degli incassi dei
parcometri
La Corte dei conti può e deve verificare
la gestione del denaro pubblico riscosso dalla Sta, la società
trasporti automobilistici a cui il Comune ha affidato la gestione
dei proventi della sosta a pagamento nella Capitale. E gli
utili sono vincolati alla costruzione di nuovi parcheggi. A
mettere la parola fine alla querelle sono le sezioni unite
della Corte di Cassazione che, con questa decisione, hanno
respinto il ricorso presentato dalla Sta contro le verifiche alle
quali è stata sottoposta dalla Corte dei Conti del Lazio. In
particolare i giudici supremi hanno puntualizzato che tutti i
soggetti che abbiano "di fatto maneggio di pubblico
denaro" sono sottoposti alla lente dingrandimento
della magistratura contabile, anche se si tratta di società
private come la Sta. Non ci sono dubbi - dicono i giudici - circa
la natura privatistica di questa società, ma il regime
privatistico del soggetto non significa che esso non possa venire
considerato agente contabile e quindi soggetto al giudizio per
resa di conto.
Nella decisione viene ricordato che esiste un vincolo di
natura pubblicistica - che legittima la supervisione dei bilanci
da parte dei magistrati - che destina le somme ricavate dalle
tariffe per le auto in sosta nelle strisce blu alla
"realizzazione di opere pubbliche". Questo vincolo di
destinazione - è scritto nella sentenza 12367 - non può venir
meno "per il fatto che il servizio sia esercitato attraverso
una società". Dovrà, dunque, superare l'esame dei
giudici contabili anche l'utilizzazione che è stata fatta delle somme
ricavate dalle auto in sosta e che - in base al nuovo Codice
della strada devono essere impiegate per l'"installazione,
costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o
sotterranei, e al loro miglioramento". Mentre le somme
"eventualmente eccedenti" devono servire ad
"interventi per migliorare la mobilità urbana".
Insomma, la Corte di Cassazione respinge la questione e dà pieno
titolo allindagine avviata dalla magistratura di viale
Mazzini riguardo alla gestione degli introiti della Compagnia
romana parcheggi che, fino al 98 ha riscosso per conto
della Sta, i soldi delle soste a pagamento. Linchiesta
seguita dallallora vice procuratore generale Angelo Canale,
mirava ad accertare quali sono i costi reali per la
gestione dei parcheggi e soprattutto dove finiscono le duemila
lire lora che il cittadino sborsa per sistemare la sua
macchina dentro le strisce blu. Secondo la Corte dei Conti i
soldi non sono finiti dove avrebbero dovuto e ora su
questa vicenda sta indagando anche la procura penale sotto la
supervisione del procuratore aggiunto Maria Cordova.
C.Man.